..La PIANTA del mese..

Il BIANCOSPINO (Marzo)

biancospino

Proprietà del biancospino

Il biancospino è da sempre conosciuto come la pianta del cuore. Le foglie e i fiori contengono una miscela di diversi flavonoidi, potenti antiossidanti e “spazzini” dei radicali liberi, utili nella prevenzione di malattie cardiovascolari e per combattere il colesterolo.

Questi principi attivi conferiscono una spiccata attività cardioprotettiva, perché inducono la dilatazione delle arterie coronariche che portano il sangue al cuore, migliorando così l'afflusso del sangue con conseguente riduzione della pressione arteriosa. Il suo impiego è quindi indicato nei casi di ipertensione, lieve o moderata, specie se di origine nervosa.

Ha proprietà cardiotoniche dovute alla presenza di proantocianidoli, che agiscono da un lato sul potenziamento della forza contrattile del cuore; e dall'altro sulle alterazioni della funzionalità cardiaca. Questi componenti riducono la tachicardia, extrasistole e aritmie e prevengono le complicanze nei pazienti anziani, a rischio di angina pectoris o infarto, affetti da influenza o polmonite.

La vitexina, principio attivo presente nel biancospino, agisce come spasmolitico, sedativo e ansiolitico naturale. Quest'azione sedativa e rilassante è utile soprattutto nei pazienti molto nervosi, nei quali riduce l'emotività, negli stati di ansia, agitazione, angoscia, e in caso d'insonnia.

Controindicazioni del biancospino

Il biancospino presenta pochi effetti collaterali e controindicazioni. È sconsigliato in caso di pressione bassa. Se si assumono ipotensivi di sintesi, prima di prenderlo, è bene consultare il medico.



Descrizione della pianta

Arbusto spinoso e cespuglioso (5 m.) ha una corteccia giallastra che scurisce con l'età. Le foglie presentano lobi più o meno marcati. I fiori, riuniti in corimbi, compaiono in primavera, sono piccoli di colore bianco-rosato e molto profumati. I frutti sono delle piccole drupe rosse dalla polpa farinosa e insipida.



L'habitat del biancospino

E' un arbusto molto comune nelle zone temperate dell'emisfero nord, specialmente nei terreni incolti al limitare dei boschi.



Cenni storici

Il nome oxyacantha deriva da greco oxys che significa “punta” e akantha che vuol dire “spina”. Considerato di buon auspicio dai Greci, il biancospino era utilizzato per adornare gli altari, durante le cerimonie nuziali. I Romani lo chiamavano "alba spina" (spina bianca) e lo dedicarono alla dea Flora, che regnava sul mese di maggio, mese delle purificazioni e della castità, simboleggiata appunto dal bianco dei fiori.

Per questo motivo non venivano celebrate le nozze durante quel mese e se proprio era necessario farle, si accendevano cinque torce di Biancospino in onore della dea, per placare la sua ira. Anche i Celti dedicarono la pianta al periodo che andava da metà maggio a metà giugno.

Nel Medioevo sempre in quel mese, si metteva un albero di Biancospino nella piazza del paese, lo si decorava e si danzava intorno per dare prosperità al paese e per scacciare il malocchio e la sfortuna. Si diceva che i suoi fiori bianchi rappresentassero l'Immacolata Concezione; i frutti rossi, le gocce del sangue di Cristo; e i rami spinosi, la corona di spine.

Il MIRTILLO ROSSO o Cranberry (Aprile)

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Proprietà del mirtillo rosso

In passato, tra gli indiani del Nord America, il mirtillo rosso era considerato un frutto sacro, simbolo di pace e di amicizia. Lo utilizzavano non soltanto come alimento, ma anche per dipingere di rosso i tessuti, per dipingersi il volto e come componente di alcuni riti propiziatori degli sciamani.

Inoltre erano soliti utilizzare queste bacche per la cura dei calcoli renali e di vari problemi delle vie urinarie. Essendo presente anche un discreto quantitativo di vitamina C, nel periodo coloniale i marinai utilizzarano i mirtilli rossi per prevenire e combattere lo scorbuto.

Oggi il mirtillo rosso è famoso in tutto il mondo per le sue innumerevoli proprietà benefiche. Tali proprietà sono dovute fondamentalmente all'alto contenuto di pro-antocianidine, arbutina, flavonoidi, polifenoli, tannini, acido citrico, acido malico, vitamina C, vitamina E, fibre e sali minerali quali ferro, calcio e manganese.

Il mirtillo rosso nelle infezioni delle vie urinarie
Il motivo per cui il mirtillo rosso è così famoso è dovuto soprattutto alla sua azione diuretica, depurativa e antisettica a livello delle vie urinarie. In mirtillo rosso viene consumato fresco, congelato, essiccato, o sotto forma di succhi, per prevenire e curare le uretriti e soprattutto le cistite, in particolare quelle dove sono presenti il batterio Escherichia coli, che risulta proprio uno dei più comuni agenti eziologici nelle infezioni alle vie urinarie, coinvolto in quasi l'80% dei casi.

Il motivo per cui il mirtillo rosso è così efficace contro questo particolare batterio è che ne inibisce la capacità adesiva alle cellule della mucosa che riveste le vie urinarie, favorendone la successiva eliminazione attraverso l'urina. Il merito di questa azione sembra essere dovuto proprio all'alta presenza di pro-antocianidine e del lavoro sinergico di tutto il fitocomplesso.

Oltre che con l'Escherichia coli, il mirtillo rosso sembra avere una certa efficacia contro altri elementi patogeni che possono infettare le vie urinarie. Tra questi troviamo: Proteus mirabilis, Staphylococcus aureus e Pseudomonas aeruginosa.

Tuttavia va detto che il mirtillo rosso non sembra così efficace nello “staccare” i batteri che hanno già aderito alle cellule epiteliali urinarie. Per questo motivo la sua efficacia è da ritenersi maggiore in termini preventivi.

Studi clinici e mirtillo rosso
A conferma che il mirtillo rosso è uno dei rimedi naturali più efficaci per infezioni alle vie urinarie, ci sono recenti studi scientifici (per maggiori informazioni consulta le pubblicazioni sul sito di PubMed) che dimostrano come i prodotti a base di mirtillo rosso (in particolare il succo e l'estratto in capsule), si sono dimostrati efficaci nel ridurre l'incidenza delle infezioni nelle donne affette da cistiti ricorrenti.

Prevenzione delle ulcere allo stomaco
Altri studi hanno dimostrato che che il mirtillo rosso può inoltre impedire l'adesione alle pareti dello stomaco dell'Helicobacter pylori, un batterio che è spesso causa di ulcere allo stomaco. Per questo motivo il consumo di mirtillo rosso può aiutare nella prevenzione di ulcere dello stomaco. Tuttavia sono necessari ulteriori ricerche a conferma di ciò.

Contro la formazione della placca
mirtilli rossiL'azione “antiadesiva” svolta dal fitocomplesso del mirtillo rosso, nei confronti dei batteri infettivi delle vie urinarie, sembra sia altrettanto valido anche nei confronti della flora batterica che popola il cavo orale e che è respondabile della formazione della placca. Mangiare bacche di mirtillo rosso, o berne il succo, ha dunque una funzione preventiva anche in tale ambito, in quanto impedisce ai batteri di aderire ai denti e quindi di generare la placca.

Anemie
Il mirtillo rosso è uno dei frutti in assoluto più ricco di ferro. Per questo motivo è utile mangiare le sue bacche per prevenire e trattare diverse forme di anemia.

Altre proprietà del mirtillo rosso
Anti-stitico e anti-diarrea: il gemmoderivato di mirtillo rosso è l'antinfiammatorio per eccellenza dell'intestino. Esso svolge un'azione regolatrice, ovvero corregge i possibili squilibri della mobilità enterocolica, ripristinando l'attività enzimatica intestinale. Per questo è utile in caso di stitichezza, o diarrea.
Prevenzione dell'osteoporosi: essendo ricco di calcio è un valido aiuto per prevenire e combattere i problemi di osteoporosi.
Contro i radicali liberi: il mirtillo rosso è molto ricco di antiossidanti e per questo motivo è considerato anche uno spazzino dei radicali liberi.
Colesterolo e malattie cardiovascolari: i polifenoli contenuti nei mirtilli rossi migliorano la salute del sistema cardiovascolare; queste sostanze sono infatti ritenute capaci di aumentare i livelli di colesterolo buono (HDL) e ridurre i livelli di colesterolo cattivo (LDL) nel sangue, abbassando così il rischio di patologie cardiovascolari.

ARNICA MONTANA (Maggio)

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-Descrizione della pianta

L'Arnica è una piccola pianta che cresce solo in alta montagna, da cui, per l'appunto, il nome. Per molto tempo le sue virtù terapeutiche sono state completamente ignorate, tant'è che i primi cenni su questa pianta sono stati ritrovati in manoscritti che risalgono circa al 1600.

In alcune popolazioni di montagna, l'Arnica è anche conosciuta come “tabacco di montagna” poichè, in passato, le sue foglie venivano essiccate e utilizzate come tabacco da naso.

L'Arnica appartiene alla famiglia botanica delle Asteraceae, conosciute anche come Compositae. Si tratta di una pianta erbacea perenne, dal fusto eretto e poco ramificato, che può raggiungere i settanta centimetri di altezza.

Le foglie sono lanceolate e ghiandolose; i capolini sono di colore giallo-arancione e possono presentarsi solitari o in piccoli raggruppamenti. Per ricavare la droga si utilizzano esclusivamente i fiori essiccati.

Tra i principi attivi del fitocomplesso ritroviamo essenzialmente: flavonoidi (betuletolo, eupafolina, isoquercitrina, luteolina-7-glucoside, astragalina), lattoni sesquiterpenici, carotenoidi, elenalina, olio essenziale, scopoletina, timolo e cumarine.


-Habitat dell'arnica

Il suo habitat ottimale è rappresentato da terreni poveri ad un'altitudine compresa tra i 500 e i 2000 metri sul livello del mare. In pianura è completamente assente e la ritroviamo principalmente sui rilievi alpini d'Europa e nella Penisola scandinava.


L'Arnica montana (volg. Arnica) è uno tra i più utilizzati rimedi naturali per il trattamento di comuni disturbi legati al sistema cutaneo e all'apparato osteoarticolare. Grazie alle proprietà antiflogistica, antireumatica ed antiechimatosa è largamente impiegata per uso topico, sotto forma di pomata, olio o unguento, in caso di edemi post-traumatici, contusioni e reumatismi.

In diluizione omeopatica l'arnica montana, si rivela un ottimo sostegno per il trattamento di disturbi neurologici, depressione e per ridurre i dolori del parto.

-Proprietà dell'arnica

Le principali proprietà dell'Arnica sono: antiinfiammatoria, antimicrobica, antinevralgica, anti traumatica, analgesica.

La droga è comunemente consigliata per uso esterno in caso di ematomi, stiramenti, contusioni, edemi, risentimenti muscolari e articolari e altre manifestazioni conseguenti a operazioni chirurgiche o eventi traumatici.

È, altresì, indicata in caso di punture d'insetti, foruncolosi e lievi infiammazioni cutanee.

ARTIGLIO DEL DIAVOLO o devil's claw (Giugno)

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L'artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens) è una pianta perenne della famiglia delle Pedaliaceae , utilizzata per la cura di mal di testa e mal di schiena grazie alle sue proprietà analgesiche e anti-infiammatorie. Scopriamolo meglio.

-Proprietà dell'artiglio del diavolo

L'artiglio del diavolo è impiegato da secoli nella medicina tradizionale dei popoli sud-africani, per la cura di vari problemi del sistema osteo-articolari. L'efficacia analgesica e anti-infiammatoria degli Harpagosidi contenuti nella radice sono ritenuti responsabili degli effetti analgesici e antipiretici della pianta.

L'artiglio del diavolo si è dimostrato particolarmente attivo soprattutto nelle situazioni che causano dolore e infiammazione come tendiniti, osteoatrite, artrite reumatoide, mal di schiena, mal di testa da artrosi cervicale, dolori generici alla cervicale, contusioni, sciatica, artrite, artrosi.

A questo vegetale sono attribuite anche proprietà ipocolesterolemizzanti e ipouricemizzanti (è utile in caso di gotta), data dalla presenza di molti principi amari, capaci di stimolare la produzione dei succhi gastrici e della bile.

Tale caratteristica rende i rimedi erboristici a base di artiglio del diavolo controindicati in caso di gastrite, ulcere gastriche o duodenali, e durante l'assunzione di altri antinfiammatori di sintesi, perché aumenterebbe gli effetti dei farmaci e i relativi effetti secondari o indesiderati.

-Descrizione della pianta

Erbacea perenne, rampicante, presenta germogli che si originano da una radice tuberosa aderente alla terra. Le foglie sono erette, picciolate, carnose e lobate. Dalle ascelle fogliari nascono fiori porpora, singoli. I frutti sono legnosi, frastagliati, muniti di spine uncinate, che ricordano artigli.

-L'habitat dell'artiglio del diavolo

Originaria dell'Africa meridionale e orientale, si trova frequentemente nell'altopiano sudafricano del Transvaal, nelle aree desertiche e di savana.

-Cenni storici

Le sue proprietà medicinali sembra siano state scoperte dalle varie popolazioni del sud dell'Africa che la usavano in decozione per trattare problemi digestivi, forme reumatiche, artriti e per ridurre la febbre.

Un aspetto curioso della pianta è la capacità dei frutti dotati di spine uncinate d'intrappolare piccoli animali che in taluni casi, rimanendo bloccati, muoiono di fame e sete.

Mentre fa saltare come indemoniati uomini o animali più grandi che inavvertitamente la calpestano, a causa del forte dolore che procurano i sui uncini alle zampe e ai piedi.

il GINSENG

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Il ginseng (Panax ginseng) è una pianta appartenente alla famiglia delle Araliaceae. Conosciuta per le sue proprietà adattogene e antistress, è anche utilizzata per la cura del diabete mellito, grazie alle sue qualità ipoglicemizzanti. Scopriamolo meglio.


- Proprietà del ginseng:

Le virtù del ginseng sono attribuibili a diversi componenti presenti nelle sue radici. Oltre ad un buon contenuto in vitamine, olio essenziale e polisaccaridi (panaxani), va segnalata la presenza di saponine triterpeniche, chiamate ginsenosidi, i principi attivi principali della droga.
La pianta ha proprietà toniche e adattagone, perché favorisce la capacità dell'organismo di adattarsi allo stress rafforzando il sistema immunitario, endocrino e nervoso e migliorando le capacità fisiche e mentali.
Come tutti gli adattogeni vegetali, migliora la risposta del cervello e del surrene, incrementando quindi la resistenza dell'organismo di fronte ai più diversi agenti lesivi di carattere chimico, fisico, meccanico, farmacologico e biologico.
Diversi studi hanno dimostrato che il ginseng influenza l'asse ipotalamo-ipofisi aumentando il rilascio di ACTH, un ormone che induce la liberazione surrenale di cortisolo o "ormone dello stress". Il cortisolo, promuove la sintesi del glicogeno e quella delle proteine a livello muscolare e stimola la funzionalità del sistema immunitario, permettendo all'organismo di resistere meglio al freddo, al caldo, alle intossicazioni chimiche, alla fatica, ecc.

Numerosi studi evidenziano inoltre le sue proprietà ipoglicemizzanti, utili per ridurre la concentrazione ematica di glucosio, in caso di diabete mellito. I ginsenosidi sembrano favorire la sintesi pancreatica di insulina ed aumentare la produzione di trasportatori del glucosio nel fegato; i panaxani (polisaccaridi) sembrano invece diminuire la sintesi di glucosio a livello epatico ed aumentare il suo utilizzo nei vari tessuti corporei.
La sua proprietà stimolante agisce su tutti i sistemi grazie alla sua abilità di aumentare temporaneamente la funzione e l'attività in modo rapido con un conseguente miglioramento dei riflessi, accelerazione alla risposta nervosa, riduzione dell'affaticamento mentale e potenziamento la resistenza fisica, e della memoria, rendendolo indicato per chi studia o ha un'intensa attività sportiva.
Considerato da sempre un cibo afrodisiaco specialmente maschile, il ginseng stimola il desiderio e le funzioni sessuali. Questa sua virtù sembra essere legata alla capacità di aumentare il rilascio di ossido nitrico dalle cellule endoteliali dei corpi cavernosi del pene; la conseguente vasodilatazione permetterebbe di ottenere un'erezione più vigorosa.
Tra le varie specie, la medicina Cinese associa le maggiori proprietà afrodisiache al ginseng rosso, la cui colorazione è dovuta, semplicemente, al trattamento della radice con vapore (120-130°C per circa 2-3 ore) e alla successiva essicazione.

il DATTERO

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I datteri, antinfiammatori e rimineralizzanti naturali, sono un'ottima fonte di potassio e di altri sali minerali. Non sono però adatti a chi soffre di diabete e a chi segue una dieta ipocalorica. Scopriamoli meglio.


- Descrizione della pianta:
Phoenix dactylifera, appartiene alla famiglia delle Arecaceae o Palmaceae.
La pianta dei datteri è originaria dell'Africa settentrionale. Si tratta di una palma molto alta che può arrivare fino a 30 metri e produrre fino a 50 chili di frutti l'anno. I datteri vengono essiccati per aumentare il tempo di conservazione. I datteri secchi hanno più zuccheri di quelli freschi.


- Proprietà e benefici dei datteri:
I datteri sono un'ottima fonte di potassio e una buona fonte di fosforo. In generale, comunque, sono ricchissimi di sali minerali e possono essere quindi considerati un ottimo rimineralizzante naturale.
Si ritiene che abbiano proprietà antinfiammatorie, benefiche soprattutto a carico di vie respiratorie e intestino.
Solitamente si mangiano secchi; in realtà, però, per approfittare di tutte le loro proprietà andrebbero consumati freschi. I datteri freschi, infatti, sono più ricchi di sali minerali e vitamine e contengono circa la metà delle calorie rispetto a quelli secchi.
Grazie al loro potere energico sono molti utili in caso di carenze, affaticamento e debilitazione fisica. Sono inoltre adatti agli sportivii.In virtù del loro potere calorico e dell'elevato contenuto di zuccheri non sono idonei per chi segue una dieta ipocalorica e per chi soffre di diabete.

Vitis vinifera (Uva comune)

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L'uva è il frutto della vite, le cui specie più importanti sono la Vitis Vinifera (nota come vite europea), dalla quale derivano tutti i vitigni destinati alla produzione di uva da vino e da tavola, e la Vitis Lambrusca, di origine americana, destinata principalmente alla produzione di uva da tavola e solo marginalmente a quella del vino. L'uva, come sappiamo, si presenta sotto forma di grappolo, il quale è composto da un “graspo” (o raspo) e da numerosi acini (detti anche chicchi o più propriamente bacche) di piccola taglia, i quali a loro volta sono costituiti dalla buccia, dalla polpa e dai semi (vinaccioli).

La Vitis Vinifera (o vite europea) è largamente coltivata principalmente per la produzione del vino o dell'uva da tavola. La droga vegetale viene prodotta dalle foglie raccolte dopo la vendemmia e lo stesso frutto della pianta, ovvero l'uva, riveste molteplici proprietà

Nell'ultimo decennio molte ricerche nutrizionali hanno portato alla scoperta di innumerevoli principi attivi contenuti sia nella droga vegetale Vitis Vinifera sia nel suo frutto, ovvero l'uva. Le proprietà benefiche e fitoterapiche si possono trovare nella buccia e nei vinaccioli dell'uva e soprattutto nelle foglie della Vitis Vinifera, ma anche nei derivati, come ad esempio il vino. I principi attivi derivati sono molti, tra cui i principali:

Antociani o Antocianosidi: sono un sottogruppo dei flavonoidi responsabili dei colori violacei e nerastri tipici dell'uva. In fitoterapia trovano indicazione come ENDOTELIOPROTETTORI per le microagiopatie, diabetiche e non.
Flavonoidi: sono un ampio gruppo di oltre 4000 composti responsabili del colore giallo di fiori e piante, hanno proprietà antiossidanti ampiamente documentate in uno studio di Firenzuoli 2004, proprietà antimutagene. La sicurezza dell'uso dei flavonoidi e altre proprietà ancora non risultano ben definite.
Resveratrolo: un fenolo non flavonoide presente soprattutto nella buccia e nei semi dell'uva, che ha importantissime proprietà sia per la pianta della vite, la quale è difesa da infezioni funginee proprio da questa molecola, ma anche benefiche per l'organismo umano:
Ha un'attività antiossidante nei confronti dei radicali liberi, per questo è largamente utilizzato nell'industria cosmetica e farmacologica;
Ha un'azione fluidificante e anticoagulante del sangue, per cui aiuta la circolazione sanguigna;
Ha un'azione antinfiammatoria, antibatterica e antifungina;
Previene le malattie cardiovascolari e tumorali e ha una funzione di chemio prevenzione;
Riduce il colesterolo, o meglio favorisce il calo del LDL (lipoproteine a bassa densità) e il corrispondente aumento del HDL (lipoproteine ad alta densità); – Ha un effetto antiteratogeno (evita lo sviluppo anomalo del feto in gravidanza);
Secondo le ultime ricerche (Meeran 2008) inibisce la proliferazione delle cellule tumorali agendo in diverse fasi del ciclo cellulare e al tempo stesso favorendone l'apoptosi.
Tannini: sono composti polifenolici, la loro proprietà è principalmente antiedemigena e vasocostrittrice e anche antibatterica e antidiarroica.
Vitis Vinifera
Le foglie della pianta Vitis Vinifera vengono largamente utilizzate in fitoterapia sotto forma di estratto secco, pomata o gel per uso esterno per migliorare il trofismo vascolare a carico del sistema venoso periferico quali insufficienza venosa cronica oppure malattia emorroidale e nella cura del microcircolo capillare.
Gli studi in vitro e in vivo dimostrano i seguenti benefici:

La riduzione della permeabilità e fragilità dei capillari, grazie all'azione stabilizzante sul collagene e sull'elasticità indotta dalle procianidine;
L'azione vitaminico-P simile caratterizzata da modulazione della permeabilità, tonicità, resistenza capillare;
L'azione antiedemigena;
L'attività antiossidante nei confronti dei radicali liberi responsabili della perossidazione lipidica. Per tutte queste caratteristiche, gli impieghi della Vitis Vinifera riguardano le affezioni venose, le insufficienze venose (varici, emorroidi) e la senescenza vascolare.
Uva e nutrizione
Per quanto riguarda l'alimentazione, ci si imbatte spesso in riviste femminili che a fine estate propongono miracolose diete dell'uva. Queste invenzioni nutrizionali che promettono miracoli nel breve periodo sfruttano il periodo della vendemmia per essere consigliate. Escludendo il fattore ipocalorico (se la si vuole considerare ipocalorica) di dimagrimento possiamo dire che il frutto della nostra vite è comunque un nutraceutico depurativo ottimo.
L'uva è ricca di zuccheri (fino al 16%), glucosio e fruttosio e per questo motivo ha un alto valore calorico: circa 60 calorie ogni 100 grammi (uva fresca) che salgono a oltre 280 calorie per l'uva sultanina (comunemente chiamata anche uva passa o uvetta). L'uva contiene poche proteine, pochissimi grassi, fibre, calcio, ferro, magnesio, fosforo ed una buona concentrazione di potassio. Contiene anche minime quantità di sodio, carotenoidi, vitamine A, B (B1 e B6) e C, ed acido folico (folacina).

Dal punto di vista dietetico, è uno dei frutti più energetici e per questa sua abbondanza di zuccheri generalmente se ne sconsiglia l'assunzione a chi soffre di diabete e agli obesi, questo sempre se si tiene in considerazione un regime ipocalorico classico e basato solamente sulla quantità. Se invece il concetto sul quale si consiglia o sconsiglia un alimento è basarsi sul fattore qualitativo, allora bisogna prendere in considerazione l'indice glicemico dell'uva e il suo corrispettivo carico glicemico.

Dal momento che la quantità e la qualità dei carboidrati hanno un ruolo determinante sull'impatto glicemico, quale dei due è il più importante? Come possiamo notare, l'uva fresca ha un indice glicemico medio alto ma grazie al suo alto contenuto di acqua il suo carico glicemico per una porzione di circa 120g rimane comunque basso e quindi, considerando questo fattore sia per le persone che fanno attività fisica che per persone affette da iperglicemia, possiamo dire che l'uva fresca e la droga vegetale oltre ad essere ottimi rimedi fitoterapici rappresentano un'ottima scelta alimentare.